Tuscania appare da lontano come una distesa di tetti e torri raccolta sopra un’altura. Intorno si estendono campi coltivati, oliveti, corsi d’acqua e strade che conducono verso il Lago di Bolsena, il mare e le antiche città etrusche.
È una buona base per esplorare la Tuscia, soprattutto per chi desidera alternare storia, archeologia, natura e cucina del territorio. Nel raggio di pochi chilometri si incontrano basiliche romaniche, tombe scavate nel tufo, centri medievali e paesaggi modellati dall’agricoltura.
L’Agriturismo Valentini, situato nella campagna di Tuscania, può diventare il punto di partenza o la tappa conclusiva di questo percorso: un luogo in cui fermarsi a tavola e ritrovare nei prodotti agricoli ciò che si è osservato durante il viaggio.
Il colle di San Pietro, dove la storia comincia prima del Medioevo
Uno dei luoghi da cui iniziare la visita è il Colle di San Pietro. Prima della costruzione della basilica, sulla sommità si trovava l’acropoli della città etrusca. La posizione dominante permetteva di controllare la valle del fiume Marta e le vie di collegamento con l’entroterra e la costa.
Oggi sul colle sorge la Basilica di San Pietro, uno dei monumenti medievali più importanti del Lazio. La facciata, con il grande rosone, le decorazioni in pietra e i simboli scolpiti, invita a soffermarsi sui particolari. All’interno si possono osservare il pavimento cosmatesco, gli affreschi, la cripta e alcuni sarcofagi etruschi riutilizzati nei secoli successivi.
Il luogo racconta quindi diverse epoche sovrapposte. Sotto e intorno alla chiesa medievale rimane la memoria dell’abitato etrusco; all’interno, elementi antichi convivono con architetture e decorazioni cristiane.
Dal colle lo sguardo si apre sulla campagna tuscanese. È uno dei punti migliori per comprendere quanto la storia della città sia legata alla posizione geografica e al paesaggio agricolo.
Santa Maria Maggiore e il Giudizio Universale
Poco distante da San Pietro si trova la Chiesa di Santa Maria Maggiore, considerata insieme alla basilica uno dei principali esempi dell’architettura romanica della città.
Santa Maria Maggiore fu la prima cattedrale di Tuscania. Conserva un fonte battesimale a immersione e numerosi elementi architettonici che mostrano influenze lombarde, umbre, toscane e d’Oltralpe.
Uno degli elementi che maggiormente attirano l’attenzione è il grande affresco del Giudizio Universale. La scena, popolata da figure, simboli e creature, restituisce il modo in cui l’uomo medievale immaginava la salvezza, la paura e il destino dell’anima.
La visita alle due basiliche può essere svolta nello stesso percorso. È consigliabile, però, non attraversarle rapidamente. Portali, capitelli, pavimenti e affreschi custodiscono dettagli che rischiano di passare inosservati a una prima occhiata.
Il centro storico e il Parco di Torre di Lavello
Dalle basiliche si può proseguire verso il centro storico di Tuscania, camminando tra vicoli, edifici in tufo, archi e piccole piazze.
Una delle soste più piacevoli è il Parco di Torre di Lavello. Il giardino si trova accanto alle mura e si apre verso la valle, offrendo una vista sui campi e sui rilievi circostanti. Tra alberi, resti delle fortificazioni e percorsi pedonali, il parco permette di osservare il paesaggio senza allontanarsi dal centro.
La torre e le mura ricordano la funzione difensiva della città medievale. Tuscania occupava infatti una posizione strategica lungo le vie che collegavano il territorio interno con la costa tirrenica.
Continuando la passeggiata si incontrano la Cattedrale di San Giacomo, fontane, case medievali e chiese meno conosciute. Tra queste merita attenzione Santa Maria della Rosa, edificio romanico-gotico caratterizzato da un portale con colonnine e da un rosone sulla facciata.
Il Museo archeologico nazionale
Per comprendere il passato etrusco di Tuscania è importante visitare il Museo archeologico nazionale, ospitato nell’ex convento di Santa Maria del Riposo.
Nelle sale sono conservati sarcofagi, corredi funerari e oggetti provenienti dalle necropoli distribuite nella campagna. Questi reperti permettono di conoscere non soltanto l’arte funeraria, ma anche la struttura delle famiglie, le abitudini e il ruolo raggiunto dalla città nel mondo etrusco.
I sarcofagi presentano spesso il defunto disteso sul coperchio, rappresentato con abiti, gioielli o altri elementi legati alla sua posizione sociale. Osservandoli da vicino, i nomi delle famiglie e i volti scolpiti rendono la storia meno distante.
Il museo costituisce anche una preparazione utile alla visita delle necropoli, perché aiuta a immaginare gli oggetti e le sepolture nel loro contesto originario.
La necropoli della Madonna dell’Olivo e la Grotta della Regina
A circa due chilometri da Tuscania si trova la necropoli della Madonna dell’Olivo, affacciata sulla valle del Marta e visibile dal Colle di San Pietro.
Tra le sepolture più conosciute si trova la Grotta della Regina, una vasta tomba sotterranea formata da una rete di cunicoli. La complessità degli ambienti ha alimentato nel tempo racconti e interpretazioni sulla loro funzione.
Nella stessa area si trovano le tombe della famiglia Curunas, datate tra il IV e il II secolo a.C., e la Tomba del Sarcofago delle Amazzoni. I corredi e i sarcofagi ritrovati durante gli scavi sono in parte conservati nel museo cittadino.
Le necropoli non erano collocate casualmente. Venivano spesso costruite lungo le valli e le vie di comunicazione, in rapporto con la città dei vivi che sorgeva sulle alture.
Poiché accessi e orari possono cambiare, prima della visita è opportuno verificare l’apertura dei siti o informarsi sulla possibilità di partecipare a un’escursione guidata.
Vulci, una città etrusca tra canyon e pascoli
Da Tuscania si può raggiungere il Parco archeologico di Vulci, una delle principali città dell’Etruria antica.
Il percorso attraversa resti urbani, strade, edifici e aree funerarie immerse in un paesaggio di pascoli e pareti di tufo. Una delle immagini più riconoscibili è il Ponte dell’Abbadia, costruito sopra il canyon scavato dal fiume Fiora.
Vicino al ponte si trova il Castello dell’Abbadia, oggi sede del museo archeologico. Da qui si può iniziare una passeggiata nel parco e osservare come la città antica fosse organizzata in relazione al fiume e alle vie commerciali.
Vulci è una destinazione indicata per chi vuole dedicare almeno mezza giornata all’archeologia e alla natura. Il percorso può essere esposto al sole: acqua, cappello e scarpe adatte sono consigliati.
Tarquinia e le tombe dipinte
Un altro itinerario conduce a Tarquinia, città legata a Tuscania dalla comune eredità etrusca.
La Necropoli dei Monterozzi conserva tombe dipinte che mostrano banchetti, danze, musicisti, animali e scene della vita aristocratica. Le pitture permettono di entrare, almeno in parte, nell’immaginario di una civiltà che attribuiva grande importanza al passaggio nell’aldilà.
Nel centro storico, il Museo archeologico nazionale di Tarquinia raccoglie sarcofagi, ceramiche e opere provenienti dalle necropoli. Tra i reperti più conosciuti si trovano i cavalli alati in terracotta, realizzati per decorare un antico edificio religioso.
Dopo la visita archeologica si può proseguire verso il litorale, unendo nella stessa giornata storia e paesaggio marino.
Il Lago di Bolsena e i suoi borghi
Procedendo verso nord si raggiunge il Lago di Bolsena, grande bacino di origine vulcanica circondato dai Monti Volsini. Dalle sue acque emergono l’Isola Bisentina e l’Isola Martana.
A Capodimonte si può passeggiare lungo la riva osservando la Rocca Farnese e l’Isola Bisentina. Marta conserva invece il carattere di un borgo legato alla pesca, con case raccolte intorno al porto e alla Torre dell’Orologio.
Bolsena offre un itinerario che comprende il borgo medievale, la Rocca Monaldeschi e la Basilica di Santa Cristina, collegata alla storia della santa e al miracolo eucaristico del 1263.
Il lago può essere visitato in ogni stagione. In estate invita alle attività sull’acqua; in primavera e in autunno permette di camminare lungo le rive con maggiore tranquillità.
Tornare alla terra dopo il viaggio
Al termine della giornata, fermarsi in agriturismo permette di completare la conoscenza del territorio attraverso il cibo.
All’Agriturismo Valentini il menu segue le stagioni e utilizza i prodotti coltivati o trasformati dall’azienda, insieme a materie prime biologiche selezionate presso altre realtà locali. Pasta di grano duro, olio extravergine di oliva, vino, pomodori e ortaggi raccontano lo stesso paesaggio attraversato durante il viaggio.
Tuscania non è soltanto una tappa da fotografare. È una porta aperta su necropoli, basiliche, laghi e città scavate nel tufo. Basta lasciare la strada principale, concedersi una deviazione e seguire le tracce che attraversano la campagna.